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Lift Gallery è un'associazione culturale, fondata da cinque inquilini del condominio di via Pasquale Tola n.42 nel quartiere Appio Latino a Roma. L'associazione nasce dalla singolare storia della Lift Gallery, una galleria d'arte che ha per luogo l'ascensore condominiale, dove da diversi anni ormai si svolgono delle mostre d'arte contemporanea.

Tutto inizia nel gennaio '98 quando ad un inquilino del quinto piano viene l'idea di trasformare lo squallido e sghembo ascensore di casa in una galleria d'arte, apponendovi nottetempo disegni, pitture ed altri oggetti. A questo gioco subito rispondono i dirimpettai (bambino e babysitter compresi) presentando mini mostre a loro volta complete di firma e numero di interno. Va avanti così, una mostra dopo l'altra, per un anno intero, in tacito accordo e con il gusto di sorprendere gli altri abitanti, facendo loro trovare sempre nuove creazioni. Ma non mancano neanche misteriose sparizioni ed anonimi atti provocatori.

Tutti gli accadimenti, malefatte comprese, vengono poi raccolti in un libricino illustrato, il Catalogo Narrato , una sorta di diario di bordo che viene stampato in tiratura condominiale e distribuito agli inquilini nelle rispettive buche delle lettere.

Il salto di qualità avviene nel 2001, quando l'assemblea condominiale si trova ad approvare un programma ufficiale in cui figurano i nomi di importanti artisti, invitati a creare delle opere appositamente per la Lift Gallery. A differenza della prima serie di mostre, dove tutto si svolge nel chiuso e nel silenzio del condominio, questa nuova fase è di clamorosa apertura sia tra condomini, sia nei confronti dei visitatori che invadono numerosi l'intero edificio. Durante le feste di inaugurazione si può “fruire”, oltre che dell'opera esposta, dei ciambelloni e delle pizze offerte dalle signore del condominio su tavole imbandite ai pianerottoli, mentre i musicisti accompagnano con vari strumenti il continuo andirivieni . La posa dell'opera, sorta di rituale antropologico che avviene sotto gli occhi dei presenti, vede l'artista officiare la trasformazione del normale ascensore in Lift Gallery. Gli interventi sono i più diversi: pitture corporee, incisioni, opere fotografiche, performances, reading di poesie, pure un mosaico pavimentale e addirittura un sacerdote a confessare nell'ascensore.

La risonanza data agli eventi da giornali e tv (“il Venerdì di Repubblica”, “La Settimana Enigmistica”, Rai 3, TeleradioPadrePio…) non fa che aumentare l'orgoglio degli abitanti del civico 42 di via Tola. Si immagina di esportare il marchio Lift Gallery, giocando sul modello del franchising, e si aprono due sedi temporanee: in un condominio a Firenze e, a Trieste, in un edificio comunale, la Casa della Musica. In questi giorni si delinea la possibilità di una lift a Copenaghen.

L'esperienza ormai collaudata del gruppo di condomini ben presto si estende oltre il condominio, nel quartiere, dove si organizzano altre manifestazioni culturali in collaborazione con scuole, centro anziani ed associazioni, fino a formulare un progetto di riqualificazione per piazza Scipione Ammirato (tristissimo isolotto di cemento a due passi da via Tola). La proposta, sostenuta dall'Assessorato alla Scuola, Cultura e Sport del IX Municipio viene infine accolta dal Dipartimento XIX Politiche per lo sviluppo ed il recupero delle periferie del Comune di Roma. Il progetto si sviluppa attorno alla posa di un mosaico raffigurante il gioco della campana, la cui realizzazione verrà affidata agli alunni di una scuola media guidati da un artigiano mosaicista.

Considerando il percorso compiuto , risultano evidenti la grande potenzialità delle persone nel modificare e migliorare gli ambienti in cui vivono, l'importanza de l rinnovamento delle relazioni sociali nel superamento dei pregiudizi e la necessità dello scambio tra saperi diversi che, proprio perché impiegati al di fuori dei consueti canali, sono apportatori di inedite proposte.

Strumento privilegiato è il gioco. Il gioco inteso come reinvenzione e trasformazione delle cose. La stessa magia che trasforma, nelle mani di un bambino, un pezzo di legno qualsiasi in qualcosa di animato, di vivo, fa sì che si parli oggi di un grigio ascensore alla stregua di un'opera d'arte.

Pino Rosati (int.2)
Associazione culturale Lift Gallery
www.liftgallery.it

 

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