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Parola di...
Anche se non ci pensiamo così, siamo tutti “vicini” e allora
questa festa che ci viene proposta è una festa per tutti noi,
che viviamo in questa città, insieme. Una bella occasione per
riflettere sulla nostra appartenenza ad una comunità di coabitazione
e per riprendere in mano l'architettura sociale, umana di questa
città.
Possiamo partire da un dato casuale, quello di essere vicini, di abitare
nello stesso condominio, nello stesso quartiere e farne un'occasione
del tutto gratuita di prossimità e di umanizzazione. Passare
da un'appartenenza virtuale ad una virtuosa. Non ci vogliono trattati
di statistica e di sociologia per dimostrare che la solitudine in una
grande città come la nostra va aumentando. Nelle pieghe della
nostra vita quotidiana ce ne accorgiamo tutti e, se siamo sinceri, questo
rende spesso la vita più difficile di quanto potrebbe ragionevolmente
essere. Ma forse ce ne accorgiamo ancora troppo poco quando possiamo
permetterci di farne a meno. Se ne accorgono tanto, troppo, quelli come
gli anziani, i più poveri o chi sta peggio per cui l'individualizzazione
del nostro vivere, la corrosione delle relazioni, diventano una condanna
all'isolamento e all'assoluto anonimato. La solitudine non ci piace
e non è buona: conviene a tutti impegnarsi a sviluppare maggiore
umanità e convivialità.Tutti possiamo dare un contributo
alla costruzione di una rete locale d'appoggio di cui ciascuno sente
il bisogno, oggi come in passato, non solo per risolvere piccoli o grandi
problemi quotidiani senza dover ricorrere a misure suppletive professionali
o commerciali, ma in prima istanza perché cordialità,
convivialità, gratuità sono all'origine del senso civico
e possono rendere più simpatica questa città e più gradevole
viverci. Ben venga allora che ciascun romano accorci la distanza con
chi gli sta vicino, magari a partire da una festa e investa poi qualche
minuto al giorno per guardarsi attorno, per portare una borsa pesante
o per condividere una vita che da soli pesa troppo e che insieme può diventare
leggera., per non inselvatichire con questa città.
Mario Marazziti
Portavoce della Comunità di S. Egidio
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